l libro si apre con un proemio che delinea i motivi della stesura dell'opera. Boccaccio afferma che il libro è indirizzato a coloro che sono afflitti da "pene d'amore", allo scopo di dilettarli con piacevoli racconti e dare loro utili consigli. È chiaro perciò che l'opera è rivolta ad un pubblico di donne e più precisamente a "coloro che amano". Il Decameron non è quindi una lettura da letterati di professione, anche se raffinato ed elegante.

La cornice è costituita da tutto ciò che si trova al di fuori delle novelle ed in modo particolare dalla Firenze contaminata dalla peste dove un gruppo di dieci giovani, di elevata condizione sociale, si ritira in campagna per trovare scampo dal contagio. È per questo che Boccaccio all'inizio dell'opera fa una lunga e dettagliata descrizione della malattia che colpì Firenze nel 1348 che, oltre a decimare la popolazione, distrugge tutte quelle norme sociali, quegli usi e quei costumi che tanto gli erano cari.
Al contrario, i giovani creano una sorta di realtà parallela quasi perfetta per dimostrare come l'uomo, grazie all'aiuto delle proprie forze e della propria intelligenza, sia in grado di dare un ordine alle cose.
In contrapposizione al mondo uniforme di questi giovani si pongono poi le novelle, che hanno vita autonoma: la realtà descritta è soprattutto quella mercantile e borghese; viene rappresentata l'eterogeneità del mondo e la nostalgia verso quei valori che via via stanno per essere distrutti per sempre; i protagonisti sono moltissimi ma hanno tutti in comune la determinazione di volersi realizzare per mezzo delle proprie forze.
Tutto ciò quindi fa del Decameron un'opera unica, poiché non si tratta di una semplice raccolta di novelle: queste ultime sono tutte collegate fra di loro attraverso la cornice narrativa, formando una sorta di romanzo.




















Prima giornata: la prima giornata cade di mercoledì. Essa è retta da Pampinea che non stabilisce nessun tema. Ciò nonostante, le novelle sono prettamente religiose

Seconda giornata: la seconda giornata cade di giovedì. Essa è retta da Filomena che per la prima volta stabilisce un tema al novellare, quello di avventure a lieto fine. Dioneo manifesta la volontà di chiedere licenza dal tema quotidiano e che da allora, perché la sua richiesta non sembri dettata da scarsa conoscenza di novelle, possa essere l'ultimo a chiudere con una novella le giornate. La sua richiesta viene accolta dalla regina e dagli altri.

Terza giornata: la terza giornata cade di domenica, perchè il venerdì e il sabato non si novella. Essa è retta da Neifile che impone come tema che si narri di chi una cosa a lungo desiderata ottiene o ritrova.

Quarta giornata: la quarta giornata cade di lunedì, il re è Filostrato e il tema è dato dagli amori infelici.

Quinta giornata: la quinta giornata cade di martedì e regna Fiammetta. Il tema è felicità raggiunta dagli amanti dopo avventure a casi straordinari.

Sesta giornata: la sesta giornata cade di mercoledì. Essa è retta da Elissa. Si narra di motti spiritosi o pronti che ti tolgono dai guai

Settima giornata: la settima giornata cade di giovedì; regna Dioneo che stabilisce come tema le beffe fatte per amore o per paura dalle donne ai loro amanti.

Ottava giornata: l'ottava giornata cade di domenica. Regna Lauretta e si narra di tutte le beffe fatte, di ogni genere.

Nona giornata: la nona giornata cade di lunedì. Essa è retta da Emilia e si parla di ciò che più gli piace.

Decima giornata: la decima giornata cade di martedì ed è sotto il regno di Panfilo. Si narra di chi, con cortesia e magnanimità ha avuto avventure d'amore o di altro genere