LE BIOMASSE
Le biomasse, che sono materiali di origine biologica, si dividono in residui e piante coltivate:
  • i residui sono composti dalle parti organiche dei rifiuti urbani, dall’allevamento e dell’industria alimentare;
  • le piante coltivate come il mais, le barbabietole da zucchero, le patate.
Sono tutte fonti d'energia utilizzate dalle aziende agricole tramite due processi:
  • la combustione, che ci fornisce l'energia termica per il riscaldamento degli ambienti e anche il vapore per una piccola centrale elettrica;
  • la fermentazione, dalla quale si può ricavare il gas metano.

VANTAGGI AMBIENTALI: non conviene dal punto di vista economico, ma le biomasse possono contribuire a ridurre l'inquinamento dell'aria e del suolo.
Ecco alcuni esempi esistenti in Italia sull’uso delle biomasse.
1. ENERGIA ELETTRICA DAL RISO
Con il progetto “Cascina Laura” si utilizzano i residui del riso, bruciati in un grande impianto, per ricavare energia elettrica. In tal modo si riduce anche l'inquinamento dell'aria.
2. ENERGIA ELETTRICA DAI RIFIUTI
I rifiuti urbani di origine biologica possono essere bruciati per produrre energia elettrica. Consiste nel mettere nelle caldaie una piccola parte di rifiuti insieme al combustibile.
Questo sistema comporta molti problemi e molti costi rispetto alle centrali a carbone.
3. BIOGAS DAI LIQUAMI
È possibile ricavare gas metano dal letame che viene raccolto dalle fattorie. Il gas ottenuto in maniera semplice può essere utilizzato in cucina e per il riscaldamento.
Si evita così l'inquinamento delle falde acquifere e dei fiumi.
4. COLTURE ENERGETICHE
I terreni abbandonati dall'agricoltura tradizionale, possono essere utilizzati per coltivare piante resistenti e dalla crescita veloce per ottenere combustibile solido.
In questo modo si conserva la fertilità dei campi e si risparmia sull'importazione dei combustibili fossili.
Ziwen, Gianluca e Mattia: 6 1/2