Carnevale a Lauria e dintorni

Nella nostra classe abbiamo fatto un’ indagine per conoscere come veniva festeggiato il carnevale quando i nostri nonni e i nostri genitori erano piccoli come noi. Siamo stati fortunati perché un nostro compagno ha intervistato anche la bisnonna che ha novantadue anni. Nonna Immacolata ha raccontato che quando lei era piccola festeggiava il carnevale in modo diverso da noi. Prendevano una grande botte (piretto),lo vestivano dandogli l’aspetto di un uomo trascurato. Ogni persona versava nella botte del vino fino a riempirla, anche se il vino era di qualità diversa. Tutti sedevano intorno alla botte formando un cerchio sia uomini che donne. Si suonava l’organetto (mandacetto) si ballava e si consumavano i dolci che ognuno aveva preparato in casa. I dolci tipici erano le chiacchiere(frunni i castagna),i cannaricoli,(frittura) castagne, fichi e noci. La bevanda era il vino raccolto nella botte. Trascorrevano così l’ intera serata. Il nonno di Veronica invece nei i giorni che precedeva il carnevale, insieme ai suoi amici costruiva il carnevale con un pezzo di legno. Prendevano un pezzo di legno abbastanza grosso, lo vestivano di stracci e lo portavano in giro per le case. Lo facevano ballare e nessuno lo poteva toccare. Poteva farlo ballare soltanto chi l’aveva costruivo. Le persone offrivano loro frittelle,salsiccia e salame. Il carnevale da loro costruito indossava anche la vertola, cioè due sacchi uniti da una striscia, dove mettevano varie cose da mangiare. Anche loro ricavavano i vestiti da stracci e le maschere erano di cartone. Il giorno di carnevale mangiavano le frittelle e la salsiccia, cose che non avrebbero potuto mangiare nel periodo della quaresima. Anche i nonni di Francesco e Cristina si mascheravano con vestiti vecchi o bucando un sacco. Nei giorni prima del carnevale giravano per le case suonando il cupi- cupi(strumento artigianale fatto con un barattolo, pelle di maiale secca e una cannuccia). Mangiavano i fusilli (rucculi) conditi con il sugo al filetto di maiale, salsiccia o soppressate, cannaricoli e frunne di castagna. Il primo poteva alternarsi con la polenta condita anch’essa con sugo di maiale. I genitori sono stati più fortunati. Quando loro erano piccoli già qualche costume si iniziava nei negozi per i bambini o specifici per il carnevale. Alcuni genitori neigiorni che precedevano il carnevale preparavano la recita a scuola rappresentando scene con protagoniste le maschere nazionali. I costumi li ricavavano da vecchi vestiti. Il giorno di carnevale non andavano a scuola e andavano in giro nelle case mascherati e le persone offrivano loro monete,frittelle e cioccolate.
I genitori di Francesco trascorrevano il carnevale mascherandosi con gli abiti dei loro genitori. Si organizzavano in gruppi di parenti e amici e andavano girando. Cantavano canzoni e suonavano il “ cupi cupi”, uno strumento costruito con un barattolo, un pezzo di stoffa, un bastoncino e una volta bagnato con l’acqua produce un suono di accompagnamento.A Nemoli, il paese della nonna di una nostra compagna da tanti anni il carnevale si festeggia con una grande sfilata di maschere, viene premiato il carro più bello e nella piazza viene preparata la polenta che poi si distribuisce a tutti.
Oggi le maschere si comprano e i vestiti ma, a Nemoli la polenta si mangia ancora !
http://www.nemoli.net/polenta.htm
http://proloconemoli.com/carnevale%202010.htm

Carnevale a Scuola

Anche noi a scuola abbiamo voluto costruire il carnevale.pdf come facevano i nostri nonni.